Una legge per le vittime dell’Isis

Papa Francesco tra le macerie di Mosul è come cucire con un filo d’oro un tessuto strappato. Quel tessuto è la comunità di quelle aree. E’ come se il passaggio dell’Isis e del suo fanatismo avesse non solo distrutto materialmente le città, ma le avesse anche svuotate di senso e di prospettive, disintegrando il dialogo e la convivenza tra le minoranze religiose che le abitano. Anche i successivi aiuti, molto diversificati tra loro, hanno contribuito ad aumentare la diffidenza tra antichi vicini di casa. E’ un fatto innegabile: se le chiese di Qaraqosh risorgevano in tempi rapidi, le fattorie e le scuole yazide più a nord sono rimaste macerie e in 200.000 sono ancora sfollati nei campi del Kurdistan. Ma gli yazidi rifuggono ogni forma di odio: siamo uomini e dunque fratelli, ancor prima di ogni appartenenza. E hanno chiesto l’aiuto di Papa Francesco non per ricostruire le case ma per avere dalla loro parte la voce che ritengono più autorevole al mondo per rappresentare le loro istanze: avere una protezione internazionale per difendersi da chi ha cercato e cerca ancora di cancellarli. Quella voce ha risposto loro e in queste ore ha mostrato una volta di più quanto sia concretamente e coraggiosamente vicina ad ogni comunità. In contemporanea, succede che i piccoli passi verso la ricostruzione anche materiale si trasformino in balzi da gigante anche sul piano della “ricucitura” se il parlamento iracheno estende, sblocca ed approva una legge, inizialmente scritta per sostenere le sole donne yazide, a tutte le donne delle minoranze di Ninive: cristiane, turkmene e shabak, vittime delle stesse violenze da parte dell’Isis.

Ne ho scritto su Avvenire:

“Arenata al Parlamento iracheno per due anni, lunedì scorso, alla vigila della storica visita di Papa Francesco in Iraq, la legge Yezidi Female Survivors è stata approvata e riguarda anche la minoranza cristiana, turkmena e shabak: si applica a «ogni donna oggetto di rapimento, riduzione in schiavitù sessuale, venduta, separata dai genitori, costretta a cambiare religione, al matrimonio forzato, a gravidanza e aborto forzato, danneggiata fisicamente o mentalmente dal Daesh dal 3 agosto 2014». E’ estesa anche ai bambini «sotto i 18 anni al momento del rapimento» e a uomini «che sono sopravvissuti alle uccisioni di massa»”.

Per leggere il testo integrale: https://www.avvenire.it/mondo/pagine/iraq-legge-yaside

Il disegno è di Gianluca Costantini

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo di WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione /  Modifica )

Google photo

Stai commentando usando il tuo account Google. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione /  Modifica )

Connessione a %s...

WordPress.com.

Su ↑

%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: